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contro il capitale

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la CIA come X files

La Cia ha tweettato la verità sugli ufo: non sarebbero altro che velivoli militiari segreti.  https://twitter.com/CIA/status/549643808166526981
Questa almeno la spiegazione per gli avvistamenti avvenuti negli USA tra il 1954 e il 1974.
Una simile spiegazione era stata però già fornita nella quarta serie di X files da Michael Kritschgau, impiegato del dipartimento della difesa. Grazie al suo accesso a informazioni riservate è riuscito a dimostrare che gli ufo servivano solo a distogliere l’attenzione dalla cospirazione governativa e militare. Gli ufo sono velivoli militari, i rapimenti mascherano esperimenti condotti da scienziati, e il fine della leggenda aliena è rendere poco credibili le storie dei protagonisti.
Qual è il mezzo più efficace per diffondere la verità? Tweeter o un telefilm?
E tutti gli altri avvistamenti nel resto del mondo? Ci aspettano confessioni da tutti i servizi segreti degli altri stati?


finta invasione aliena

Riporto il testo di un articolo:

“CINA – Uno scherzo finito davvero male quello organizzato da Li Kai. Il signore, abitante di Binzhou, un piccolo villaggio in Cina, e’ stato arrestato per aver finto un’invasione aliena: ha realizzato un finto video che riprendeva 5 alieni sbarcati da un disco volante nella sua proprietà. L’uomo non si e’ limitato al video e ha addirittura pensato di realizzare con le sue mani un finto alieno, deceduto sul suo prato per aver toccato un cavo della corrente, poi recuperato e messo in un congelatore per conservarlo. Li Kai ha poi postato tutti in rete, ma la polizia non ha gradito lo scherzo e lo ha prima arrestato, per poi rilasciarlo. ” (http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/simula_una_finta_invasione_aliena_in_cina_foto_e_video_sul_web._e_viene_arrestato/notizie/290713.shtml)

L’articolo ne tratta come di uno scherzo, e ovviamente non è il solo ad aver organizzato cose del genere. Quali sarebbero però i vantaggi di una vera falsa invasione aliena?

“L’economista premio Nobel Paul Krugman ha la soluzione per la crisi economica: fare investimenti militari per prepararsi o in seguito ad  una falsa Invasione Aliena Se a fare questa dichiarazione non fosse stato Paul Krugman, premio Nobel per l’economia e apprezzato editorialista del New York Times, ci sarebbe da riderci sopra. Il personaggio invece, sembra rivestire qualche credibilità, sicchè si impone, magari un approfondimento della questione. Secondo l’economista, dunque, gli Stati Uniti potrebbero ottenere una solida ripresa dell’economia se il governo iniziasse un enorme piano di investimenti anti-ET, in vista di una possibile invasione aliena. In quest’ottica, ha detto il professore, potrebbe essere ideale una falsa guerra dei mondi! L’idea non è nuova, in effetti: negli Stati Uniti nel corso della Grande Depressione del 1929, il governo americano, con un consistente ricorso alla spesa pubblica, riuscì a portare il paese fuori dalla crisi. In una intervista rilasciata a Chris Hayes ha dichiarato: “L’altro grande evento che ha portato gli Stati Uniti fuori dalla Grande Depressione è stato la loro partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale in Europa”, ed anche che “Sarebbe utile, quindi, se ci trovassimo di fronte a un problema tale da indurre il governo a iniziare un piano di investimenti pubblici che faccia riprendere l’economia americana”. Se non vogliamo fare una Terza Guerra Mondiale, “la minaccia di una falsa invasione aliena potrebbe essere l’alternativa”. (http://www.mondonotizie.net/il-premio-nobel-che-pensa-ad-una-falsa-invasione-aliena/)

Verissimo: si stima che l’industria bellica sia il 2,7% del pil mondiale, quindi, se non ci sono guerre, l’industria va in crisi.

Altro motivo? diventare i nuovi capi dell’umanità, ovviamente.

Quale modo migliore che far credere alla gente che il proprio pianeta è stato invaso dallo spazio? Avrete così un problema globale, una richiesta globale affinché “si faccia qualcosa” e l’opportunità di offrire una soluzione globale: un governo e un esercito mondiale che fronteggino questa “minaccia”. È questo il piano che sta per essere attuato. Già nel 1930, il professor Cazamalli scoprì che le allucinazioni potevano essere indotte da frequenze elettromagnetiche di 500 megahertz. Questi fenomeni possono anche essere stimolati da aree di tensione geopatica sulla Terra e dalle linee dell’alta tensione, poiché entrambe producono campi elettromagnetici e possono certamente essere generati dalla tecnologia elettromagnetica di cui si servono gli Illuminati nei loro progetti di controllo mentale. Enorme è l’effetto e il potenziale che hanno i campi elettromagnetici di trasportare le persone in stati alterati di coscienza e di innescare molti fenomeni “soprannaturali”. Finché non capiremo questo, continueranno ad esserci proposte spiegazioni soprannaturali di fenomeni molto naturali. Questo vale anche per le palle e le luci di plasma nel cielo, che sono normalmente causate da proiezioni elettromagnetiche terrestri. La moderna esplosione di avvistamenti UFO iniziò dopo la seconda guerra mondiale, quando i tedeschi avevano già messo a punto forme di “dischi volanti”. Il Progetto Paperclip fu un’operazione congiunta dei servizi segreti americani e inglesi per far uscire dalla Germania i principali scienziati, ingegneri, genetisti e manipolatori mentali nazisti e mandarli nell’America settentrionale e meridionale. Così le nozioni sugli UFO si sarebbero trasferite dall’altra parte dell’Atlantico e poco tempo dopo gli avvistamenti di dischi volanti aumentarono vertiginosamente negli Stati Uniti. “Oggi l’America sarebbe oltraggiata se le truppe dell’ONU entrassero a Los Angeles per ripristinare l’ordine; domani sarà loro grata. Ciò è vero soprattutto nel caso che venisse loro riferito di una minaccia esterna, sia reale che ventilata, che mettesse in pericolo la nostra esistenza. Allora tutte le popolazioni del mondo implorerebbero i loro capi di liberarle da quel male “. “L’unica cosa che ogni uomo teme è l’ignoto. Messi di fronte a questo scenario, rinunceremo di buon grado ai diritti individuali in cambio della salvaguardia della nostra incolumità da parte del governo mondiale “. Questa è la ragione della truffa del Progetto Bluebeam. Problema-reazione-soluzione. Gli extraterrestri non stanno per invaderci, sono già qui, e sono quelli che, operando attraverso corpi fisici, cercano di “salvarci”! Lo studioso del fenomeno UFO, nonché professore, Norio Hayakawa dice che questo piano si chiama “Progetto Panico” e che verrà usata una tecnologia sofisticata per creare l’illusione ottica di un’invasione da parte degli UFO. Ciò darà ai governi e alle Nazioni Unite la scusa per proclamare uno Stato globale di emergenza e tutti i poteri straordinari e i decreti presidenziali saranno attuati. I decreti presidenziali approvati in questo secolo dai presidenti degli Stati Uniti senza dibattito o approvazione parlamentare, permetteranno al governo di impadronirsi dei trasporti, dell’energia, di casa vostra e di tutti i mezzi di informazione. Questi decreti presidenziali permetteranno al governo di stabilire dove voi dovete vivere e come. Potranno esservi sottratti i figli, tutto può succedere quando questi decreti vengono attuati sulla base di un'”emergenza” creata ad arte. Scoprirete che ogni governo, in simili circostanze, dispone degli stessi poteri. Altri aspetti dell’Ordine del Giorno degli Illuminati, negli anni che vanno dal Millennio al 2012, includono: un crollo finanziario globale atto a introdurre la valuta unica elettronica; una serie di conflitti e atti terroristici; e una lunga serie di altri eventi miranti a terrorizzare e scoraggiare la popolazione e a spingerla in uno stato di rassegnata sottomissione.” (http://www.invasionealiena.com/alieni/articoli-alieni/358-falsa-invasione-aliena-il-progetto-bluebeam.html)


sulla forma

Ringrazio Sirio per il seguente articolo

 

Si stima che nell’universo (solo questo universo) esistano 200 miliardi di galassie, ognuna delle quali è caratterizzata da decine o centinaia di miliardi di stelle a sua volta; quindi dal superamento della teoria geocentrica alla luce di questa conoscenza sembra molto improbabile che solo in questo minuscolo frammento si possa essere sviluppata la vita. Inoltre, dobbiamo considerare che la vita stessa, per buona parte, ha origine nello spazio: non solo il nostro pianeta (ambiente adatto per la vita) si è formato per aggregazione di materiale orbitante attorno ad una stella (il Sole) ma l’acqua, che è alla base della vita come la conosciamo, viene dalle comete. Queste ultime, inoltre, sono portatrici di materiale organico, come è stato teorizzato in precedenza e confermato dalla sonda della NASA “Stardust”, che ha raccolto vari campioni tra cui molecole organiche semplici dalla coda della cometa Wild 2. Quest’anno dovrebbe atterrare la sonda dell’ESA “Rosetta” sulla superficie della cometa Churyumov-Gerasimenko, e si pensa che al suo interno vi possano essere molecole organiche più complesse (saranno estratti campioni perforandola). Queste molecole, combinate a quelle organiche sviluppatesi sulla Terra (come ha dimostrato l’esperimento dello scienziato americano Miller, basandosi sugli studi del geochimico russo Oparin), sicuro hanno generato la prima forma di vita: il procariota, dal quale si sono evolute via via forme di vita più complesse fino alla nostra. Concludendo, possiamo dire che l’origine della vita è un fenomeno cosmico e non solo terrestre, quindi questo pianeta probabilmente non è l’unico caso accidentale in cui si è sviluppata la vita così come la conosciamo. Probabilmente esistono molti altri pianeti simili alla Terra, anche con altre umanità (sì, perché è possibilissimo che su un altro pianeta ci sia stato un processo evolutivo come sul nostro). Poi certo è possibile anche che esistano pianeti con ecosistemi e forme di vita ben diversi da come li possiamo immaginare. Ad esempio, potrebbe esserci un ecosistema nel mare sotto la coltre ghiacciata di Europa, il satellite di Giove. C’è chi ha ipotizzato che potrebbe esserci vita tra le nubi di un pianeta gassoso (come Giove stesso, ma a me questo sembra improbabile). Già sulla Terra è stato osservato che è possibile la vita (di una certa complessità) in assoluta mancanza di ossigeno: negli abissi oceanici; quindi potrebbe esserci vita su pianeti con un’atmosfera molto diversa dalla nostra, con forme di vita che non ci aspetteremo. Consideriamo anche gli estremofili, microrganismi che possono vivere (a seconda della specie) in condizioni di alte o basse temperature, pressioni, ambienti acidi, basici… Quindi, l’ipotetico alieno nell’ufo, potrebbe essere ben diverso dal classico umanoide, che anche se è grigio o rettiliano, è sempre bipede, ha sempre una testa, gli occhi, gambe, braccia, dita… insomma, caratteristiche che possono farci riconoscere in lui, e che possiamo facilmente immaginare. Già un alieno umanoide, simile a noi, sembrerebbe inquietante (pure se si trattasse di un essere umano stesso) per il solo fatto che proviene da un altro pianeta, un posto a noi completamente sconosciuto, che ha sviluppato una tecnologia e una conoscenza che noi non comprendiamo e figuriamoci se avesse pure un corpo che non riuscissimo ad immaginare (il diverso ha sempre fatto paura, o meglio, la società ci ha cresciuto con questa paura).


Torchwood ep 2×4

Torchwood, telefilm che ha come protagonista un’organizzazione misteriosa che deve difendere Cardiff dall’imminente invasione aliena. Stereotipi comuni, alieni umanoidi, amori bisessuali, ma nel quarto episodio della seconda stagione dal significativo titolo «meat», il gruppo di Torchwood si trova a dover difendere un alieno dalla minaccia umana. Sembra un rovesciamento curioso e nuovo, in realtà però già visto nel’83 con Visitors.
Ma entriamo nei dettagli: Torchwood scopre un’associazione criminale che immette sul mercato carne aliena, prodotta tagliando pezzi da un gigantesco alieno vivo che soffre terribilmente per le mutilazioni. L’associazione criminale non ha scrupoli, considera solo la possibilità di profitto e guarda all’alieno come mera «carne». Questa è anche la prima reazione di una dei membri di Torchwood: dato che nonostante le mutilazioni l’alieno continua a crescere forse si potrebbe risolvere la questione della fame nel mondo. Senonché trovandosi a contatto con l’alieno i componenti di Torchwood rimangono impressionati dalla sua sofferenza e dal fatto che sembri trattarsi di un essere senziente e decidono così di aiutarlo (cosa in cui però non riusciranno). In questo episodio si manifesta pienamente la separazione uomo/animale: se l’alieno non è considerato un essere senziente allora può venir considerato al pari di un animale da macello; se invece è riconosciuto come senziente è più vicino all’uomo e pertanto va aiutato. (Almeno finché non vengono messi in pericolo gli uomini ‘veri’: per evitare che l’alieno in preda al panico ferisca qualcuno verrà abbattuto). La cosa curiosa è come nei telefilm quanto nella vita reale le categorie di uomo/animale agiscano su due livelli così separati, tanto che finiamo per dimenticare che l’uomo stesso è un animale, e che parimenti possiamo considerare tutti gli ‘alieni’ al pari di animali. Lascio con una domanda: perché tanto bisogno di rappresentare l’alieno che si mette in contatto con l’uomo come suo pari, come ominide senziente?


Prometeus e la fede nel buon creatore

Fin dal titolo il film, Prometeus, prequel di Alien, prevede la bontà del creatore: Prometeo è il benefattore degli uomini, colui che ci ha donato il fuoco, e il fuoco a sua volta è simbolo di conoscenza. È dunque la certezza che troveranno qualcosa di buono a spingere i protagonisti in questo viaggio nello spazio e ad alimentare la loro curiosità. La fede nel buon creatore – l’essere divino che ci ha creati a sua immagine – va allora in parallelo a quella della crudeltà del non umano, qui rappresentata sia dagli alieni che dal robot. I tre tipi di alieni ( l’anguilla, il polpo e l’ominide ) appena nati ( o risvegliati, come nel caso dell’ominide ) sono pronti per manifestare tutta la loro sete omicida scagliandosi contro gl’intrepidi avventurosi e cercando di sbranarli o spezzar loro le ossa del collo. Anche uno degli uomini, venuto a contatto con uno di questi alieni, viene preso da un’inaudita brama omicida e si trova peraltro immediatamente dotato di una forza invincibile. Alieni e uomo uccidono senza nessuna ragione apparente, forse solo come immediata manifestazione del male. Le ragioni che spingono David-il-robot ad agire contro ai protagonisti ( far bere al coprotagonista del sangue alieno che lo porterà prima a ingravidare la sua ragazza con seme alieno e poi alla morte ) rimangono altrettanto oscure, forse solo per difetto di sceneggiatura. Una cosa è però interessante da rilevare: il comportamento del robot muta in parallelo alle aspettative della protagonista per quanto riguarda il Creatore, o meglio, i creatori degli uomini, cioè gli alieni. La questione del buon creatore si complica infatti se a crearci è stato non il dio cristiano, buono e magnanimo, ma gli alieni. La protagonista però continua ad avere una saldissima fede nella bontà dei suoi creatori, tanto da arrivare alla conclusione che se vogliono distruggere la Terra qualche ragione ci sarà, ragione che purtroppo però non ci viene spiegata. Nel desiderio di saperne di più si fa allora accompagnare dal robot, tornato buono, alla ricerca degli altri alieni. La sua fede rimane però anche legata al cristianesimo, se è vero che tiene al collo un piccolo crocefisso, segno del fatto che chi ci ha creati non può che essere buono. Se ciò non fosse vero, cioè se gli alieni-dio fossero cattivi, come pare proprio nella metà del film, ne deriverebbe che anche gli uomini possono essere cattivi ( e lo dimostrano il personaggio interpretato da Charlize Theron nonché quello preso da manie omicide ), e dunque che ciò che gli uomini creeranno non può che essere cattivo ( e lo dimostrano l’atteggiamento ambiguo del robot e l’alieno-polpo-divora-tutto partorito dalla protagonista ). Come si manifesta la bontà? Nel robot che alla fine aiuterà la protagonista e nell’eroico sacrificio dei tre uomini che scelgono la morte pur di abbattere la navicella con a bordo l’alieno in rotta verso la Terra. Quindi anche la bontà prevede l’uccisione, la distruzione, la morte.


l’immigrato e l’invasore

Uno dei fenomeni più ricorrenti nella letteratura e nella filmografia sugli alieni è quella dell’invasore. L’invasore che come nel passato conquista e saccheggia il territorio, stupra le donne e dissipa i beni, per stanziarsi come nuovo regnante o che arriva solo di passaggio, per poi proseguire oltre con i suoi scempi. La versione moderna dell’invasore è l’immigrato, che arriva sul territorio per commettere crimini o per rubare il lavoro. La ricerca è sempre quella di condizioni migliori, che l’immigrato e l’invasore non possono trovare in patria. Questo modo di vedere allo straniero migrante si applica anche all’alieno: una volta consumate tutte le risorse del proprio pianeta invade la Terra e uccide o schiavizza l’umanità. Si badi bene che in tutti e tre questi casi quello che fa paura è che l’invasione sia di massa. L’alieno singolo è rappresentato come buono (si pensi a E.T. o al più recente Paul), così come si è pronti ad ammettere che il singolo immigrato non sia cattivo, quello che spaventa è il numero, il vedere che “ce ne sono troppi”, poiché vedere facce di un colore diverso e sentire lingue straniere mette in crisi l’idea di identità nazionale e la sicurezza della patria.

In poche parole, anche nei confronti degli alieni si applica preventivamente il pregiudizio razzista.


segno/simbolo logo/ufo

La distinzione tra segno e simbolo è tra le più antiche della filosofia: il segno, una lettera dell’alfabeto, un numero, un’iconografia tipica, sta al posto di un’entità reale, mentre il simbolo è quella cosa, la significa direttamente e non mediatamente. Come si pone l’ufo in questa dicotomia? Jung porrebbe l’ufo più vicino al simbolo, o meglio all’archetipo, cioè una realtà psicologica inconscia particolarmente significante. Adorno potrebbe sostenere che l’ufo sia un non-identico e in quanto tale avere un “di più” che trascende il senso immediatamente rilevabile. Anche il logo ( la marca, il nome di un prodotto ) per aver successo deve rimandare a qualcos’altro: una pubblicità funziona quando non compro semplicemente un modello di automobile ma quando insieme ad essa compro prestigio, virilità, dominio ecc, insieme al profumo compro fascino, sex-appeal e così via. L’invenzione del logo aggiunge dunque qualcosa sia al segno che al simbolo, perché rimanda a delle caratteristiche che non sono le proprie dell’oggetto: un segno, come una lettera alfabetica, non ha virilità, un simbolo, per esempio un campanile, è fallico ma non dà maggior erotismo a chi lo sogna. Il logo può rimandare ad altre caratteristiche solo riuscendo a convincere di possederle. Il modo più facile per raggiungere questo obiettivo è lo slogan: loghi e marche si servono di slogan immagini e pubblicità per ottenere un rinforzo positivo a quello che vogliono dimostrare di avere e di poter dare al possessore dell’oggetto. Inoltre il logo dev’essere immediatamente riconoscibile: quando vedo un logo devo sapere che è quello di una marca, che è proprio quella marca. Chi indossa la maglia di una determinata marca sta facendo pubblicità della marca e allo stesso tempo sta dicendo a tutti che anche lui è parte della comunità dei consumatori, delle persone alla moda, delle persone -logo. La moda funziona perché quello che si compra nell’accessorio o nel capo di vestiario è l’entrare a far parte di un gruppo sociale. Il logo elimina l’individualismo e da in cambio la riconoscibilità. Al contrario del logo la caratteristica dell’ufo è invece proprio quella di rimanere in un certo senso sempre anonimo, l’ufo archetipo di Jung ha un significato psicologico non immediatamente riconoscibile, l’ufo non-identico adorniano non può invece risolversi in nessuna concettualizzazione. Ma anche l’ufo come oggetto volante è sempre e sopratutto non identificato. I vari tentativi di applicare l’ufo alla pubblicità o agli slogan sono rimasti per lo più sterili ( riuscendo solo nel cinema e nell’industria culturale ), questo significa che l’ufo non è pubblicizzabile. Nell’era della globalizzazione culturale del prodotto e dell’immagine di sé, dove il logo si fa portavoce delle caratteristiche di chi indossa la certa maglietta e beve la determinata bibita, l’ufo è una delle migliori bandiere dell’individualismo.


ufo vs automobile

La tecnologia che domina i nostri modi di spostamento è l’automobile, ma in realtà sarebbe più corretto dire che domina il nostro movimento. L’automobile sta all’esatto opposto dell’ufo: l’ufo è rapido, manovrabile, multitraiettoriale, non soggetto a codici della strada, e molti testimoni asseriscono che può rendersi invisibile e tuffarsi nell’acqua. L’automobile invece può spostarsi solo in traiettorie rettilinee e sul piano, all’interno dei tracciati retti delle strade, l’automobile chiude, separa dall’esterno, si fa guidare solo attraverso un mezzo ( l’interfaccia volante, i freni ecc ) e non può seguire né la libertà del passo né quella dell’ufo. Questo è ancora più evidente nel caso di treni, tram, ma anche taxi: incapacità di superare dislivelli, fermate prestabilite, onorario, rotaie. Anche l’aereo, che pure riesce a volare è stato concepito per spostarsi solo su linee rette secondo una geometria ancora euclidea. L’automobile è risultata però vincente sui mezzi di trasporto pubblico per la sua falsa praticità e perché divenuta status symbol solipsistico. La sua fortuna è quella di riuscire nella saparazione soggetto oggetto ( uomo/mondo ) in molti modi, i quali ricordano la critica marxista alla mutilazione-strumento del lavoro: l’automobile separa l’uomo dall’ambiente e dagli altri inscatolandolo in un loculo, dalla libertà a causa delle sue caratteristiche fisiche (inadatta a tutte le superfici, può correre solo sulle strade) e dalla volontà facendosi guidare solo attraverso strumenti. È dunque il massimo grado di alienazione del trasporto e di autismo dinamico: ognuno prende il posto nelle interminabili code, tiene la distanza di sicurezza, e tutti seguono il medesimo codice stradale rendendo superflua anche la comunicazione, riassunta in pochi segnali luminosi e nel clacson; mentre l’unica influenza con il mondo esterno è l’inquinamento. L’ufo è invece il prototipo del mezzo di trasporto che comunica con l’ambiente: con cerchi nel grano e altri fenomeni, e dall’altra tramite le abduction che rendono l’ufo un mezzo che richiede altri passeggeri. Il movimento dell’ufo è molto più simile ai tracciati dei mezzi di autopropulsione ( piedi, pattini, bicicletta ecc ), che non necessitano un mezzo e si adattano perfettamente alla volontà, inoltre non vi è codice della strada né targa, i mezzi di autopropulsione sono così non identificabili, non sottomessi.


wikileaks e silenzio

Wikileaks è oggi il centro di raccolta informazioni/documenti per tutte le cose tenute sotto silenzio dalle autorità, normale allora che uno dei pericoli principali per la sua immagine sia di passare per un sito di fanatici della teoria del complotto. Questo è il motivo per cui non wikileaks ha scelto di non pubblicare nessun documento riguardante ufo e alieni: la sua immagine e la sua credibilità ne verrebbero danneggiati. Queste le parole di wikileaks: “UFO investigators, grasping at straws to remain (or become) relevant might get a chance with the new Wikileaks momentum. Wikileaks, as outlined by Scott Bradner in Network World [Page 41, 1/22/07], is a collaboration that provides an “uncensorable Wikipedia for untraceable mass document-leaking and analysis.” The broadside, supported by 1.2 million documents already, will “avoid legal attacks, at least in the West, by initially focusing on ‘non-Western authoritarian regimes” Bradner writes. Bradner’s colleague at Network World, Paul McNamara, sees Wikileaks as a horrible idea [Page 42, same issue] because it will allow “Chinese dissident[s and] the disgruntled/recently fired nincompoop” to post material anonymously, without anyone checking the veracity of their contribution. For ufologists, that lonely, usually inept group of investigators, the idea that someone in government, abroad or here, eventually, might disclose the cover-up about UFOs that they contend is rampant, and can do so anonymously, should come as heaven-sent, now that UFOs have been put on the backburner for almost every normal person in the United States, despite the recent O’Hare “sighting.” In the UFO community, any material, no matter how bizarre or imaginary, is grist for study, and ongoing debate(s). The subject matter, UFOs, doesn’t rely on truth-seeking as such; it subsists on the basis of rumor and the scantiest information extant, no matter how loony that information is. Wikileaks, like Wikipedia, is ideal for prolonging the idea that UFOs have been captured and some governments of the world have kept that information to themselves. Maybe someone, somewhere, will disclose the documents that prove, once and for all, that the mythology of alien visitation and their downed flying saucers are facts held in abeyance by those in power, for nefarious (or other arcane) reasons. We bet the UFO crowd will go gaga once they hear about this new Wiki thrust. They need something, anything, to keep their delusion alive.”

Wikileaks qui si richiama direttamente a wikipedia, che a sua volta ha scelto di diffondere sempre e solo la versione ufficiale per quanto riguarda ogni argomento legato al paranormale ( ne deriva che secondo wikipedia autori dei cerchi nel grano sono due pensionati inglesi e via dicendo ). Wikipedia ha addirittura fatto in modo che alcune informazioni non siano più rimaneggiabili, stabilendo così una volta per tutte la “verità” su fenomeni non ancora spiegati. Tutto questo per difendersi dal fatto che “nella comunità ufo, ogni materiale, non importa quanto bizzarro o immaginario sia, è materia di studio”, e finché non si proverà definitivamente che “la mitologia delle visite aliene” è reale e taciuta dai governi wikileaks non pubblicherà materiale riguardante ufo e alieni. Con questo avvertimento però wikileaks sta indirettamente ammettendo una cosa: il materiale arriva, arrivano i documenti, solo che loro non li pubblicano. Questo avviso si concentra molto di più sulla poca credibilità che ha l’argomento ufo che sulla poca credibilità delle fonti. Naturalmente sono proprio le versioni di wikipedia e i rifiuti di wikileaks ad aumentare la poca credibilità dell’argomento ufo, e tali atteggiamenti non fanno che peggiorare l’immagine dell’ufologia; concorrendo così a creare quella confusione tra vero e falso che serve alla demolizione della portata sconcertante del fenomeno. Esse si comportano ancora meglio degli organi di censura e di cover-up, perché partendo dall’idea di essere contro ai governi e ai loro segreti ne fanno in realtà il gioco. Il silenzio di wikileks e le informazioni palesemente false di wikipedia portano disinformazione confusione e senso del ridicolo: ma finché le persone non sapranno distinguere il falso da ciò che è probabile nessuno si chiederà qual’è la verità sugli ufo perché penserà di averla già scoperta, oppure bollerà ogni manifestazione come vana superstizione. Questi due siti, dando informazioni false e non pubblicando documenti sugli ufo per partito preso rendono anzi più difficile la ricerca della verità.